Le donne dell'Oca - foto scattata negli Anni '50

Fontebranda sta vivendo un periodo delicato e cruciale della sua secolare storia. L'amico Profeti, dalle colonne di Sunto ha provato ad analizzare questo momento non con l'occhio del cronista in cerca di scandali, ma con l'immenso amore e rispetto che un senese nutre per ognuno dei 17 stati in cui si divide la propria città. Riportiamo qui per intero, per gentile concessione dell'autore, il testo integrale dell'articolo.

La storia di Fontebranda davanti al bivio

La notizia, pubblicata dall'attenta penna di Andrea Marrucci nell'edizione de Il Cittadino Oggi di venerdì 3, possiede tutte le prerogative che aprono le porte alla storia del Palio e delle Contrade. L'Oca si ritrova, quasi costretta, a dover indire un'Assemblea straordinaria per far fronte a quello che può essere definito un aggiustamento alla società moderna. E' la storia della Contrada che viene proposta all'attenzione dell'intera città ed è una storia che, poiché vissuta, si presta ad una lunga serie di valutazioni. Come è noto, l'Oca, intesa come Contrada nel più schietto valore del termine, quindi con tutto quel retroterra che da sempre le è stato riconosciuto, possiede cadenze precise e particolari, derivanti innanzitutto da quel gusto di ricerca e di attaccamento alle tradizioni che hanno legato per secoli le ripide strade che portano ad una delle Fonti più deliziose di Siena. La presenza nel territorio della casa di Santa Caterina, divenuta in parte Museo della Contrada; i colori che scandiscono entusiasmi nazionalistici; il termine Governatore al posto di Priore, consuetudinario e ricopiato dalle Compagnie laicali dalle altre 15 consorelle; la ferma e decisa volontà di relegare le proprie donne fuori dalla stanza dei bottoni: sono queste le principali pagine della storia di Fontebranda, che si sono andate nel tempo intersecate tra di loro. A tutto questo va aggiunto quel patrimonio paliesco che Fontebranda, nel momento in cui si è inventata la rivalità con la Torre, è riuscita, in decenni e decenni di attenzione e perfezionamento dei particolari, ad imporre al mondo del tufo, sopra e sotto. Le vittorie non sono arrivate mai a caso; l'impostazione tecnica è stata sempre adeguatamente misurata e non è un caso che tutti i fantini, che hanno scritto le pagine della storia del Palio, siano passati attraverso quelle cadenze professionali che le generazioni di Fontebranda si sono tramandate con dovizia di particolari. Oggi a scuotere un equilibrio di storia secolare giunge la spinta veemente delle nuove generazioni femminili, da sempre escluse dai ruoli dirigenziali della Contrada. Non si può né pensare, né sostenere, che ci si trovi davanti ad uno scontro generazionale e di appartenenza; ci troviamo invece davanti ad una svolta che è destinata a scrivere nuove pagine di storia di questa Contrada, proiettata nel continuare a sorprendere, segno della sua innata creatività. Anche se la società moderna riconosce alle donne un ruolo di indubbio valore, non si possono certo ignorare le forti connotazioni maschiliste che quotidianamente esercitiamo nel vivere comune. E' inutile andare a sostenere le frasi ad effetto sulla condizione paritetica dei due sessi, come è altrettanto ovvio che, alla fin fine, continuiamo ad avere nel proprio animo qualche appendice di razzismo sul colore della pelle. La spinta delle donne di Fontebranda va letta anche in relazione a ciò che abbiamo evidenziato in precedenza, ma è un riconoscimento che ormai bussa con troppa frequenza alle porte della Contrada. E' un modo diverso di concepire la vita della Contrada e, naturalmente, nel XXI secolo fa sorridere pensare che le elezioni dirigenziali passino solo attraverso la parte maschile, e non certo maschilista. Ma dietro il sorriso, più o meno beffardo, si nasconde un modo di pensare e di agire che fa dell'Oca, composta da maschi e femmine, un mondo praticamente a sé e che è risultato finora fin troppo perfetto per pensare ad una facile riscrittura. Il muro contro muro, come in tutte le vicende della società, moderna o antica, non fornisce elementi su cui basare il proprio successo e crea, come la storia in genere dimostra, quelle fratture e contrapposizioni delle quali l'Oca non ha certo bisogno. Non è crisi e non è scontro, è solo storia, che non è leggenda. I filtri della saggezza dovranno svolgere un ruolo fondamentale per riuscire a trovare quelle cautele opportune, e necessarie, per superare con estrema disinvoltura un periodo particolare della propria storia. Non è opportuno richiamare le leggende, che sono pagine che falsificano la storia; opportuno, al contrario, pensare a soluzioni che portino a nascondere tracotanza, pregiudizi e scegliere il bivio giusto in un periodo storico giusto. Nell'attuale società maschilista anche le donne non rammendano più i buchi nei calzini; il consumismo impone un nuovo acquisto.

Sergio Profeti, 03/2006


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