UN ALTRO ANNO SENZA LASCIARE IL SEGNO

Le nostre nuove bandiere in Piazza

Anche questo anno se ne va in archivio e il fatto di non aver lasciato il segno, ma di essere passati quasi inosservati sulla scena delle due carriere 2006 fa sorgere molte riflessioni che ci terranno compagnia nel prossimo inverno: 1) i cavalli avuti in sorte si sono rivelati soggetti al di sotto delle attese, il discorso vale soprattutto per ELISIR LOGUDORO, avventatamente definito dagli addetti ai lavori palieschi, un cavallo da battere. Il Palio di agosto nella TARTUCA con Gigi Bruschelli è stato la fotocopia di quello di luglio disputato con noi, due giri buoni e poi sput sput fine della benzina; 2) condivido in pieno la scelta operata dal capitano, ossia quella di affidarsi ad un fantino della nuova generazione che ha dato il massimo, anche se ha potuto raccogliere molto poco. Il tempo dirà se è quello giusto per Fontebranda, comunque grazie Walter, ad agosto, sinceramente era davvero impossibile fare di più con questo cavallo; 3) L'Oca "comanda" poco da alcuni anni e le resta molto più difficile ottenere quel rispetto di cui godeva un tempo. Il Palio è cambiato, questo lo si è detto più volte, ma Contrade come la SELVA continuano a vincere come vincevano trenta e cinquanta anni fa e non credo che ciò dipenda soltanto dal fatto di non avere rivali. Questo anno però qualcosa è cambiato, Gigi Bruschelli è rimasto a becco asciutto e si è assistito a due carriere vere, strepitose nel loro compiersi, come da tempo non avveniva. Che stia per aprirsi una nuova stagione? Un'ultima citazione per Alberto Ricceri, fantino vittorioso della Selva, che non finirà mai di stupirmi poichè è riuscito a macchiare la sua prova maiuscola, con quello sciagurato e pericoloso giro d'onore che si è concesso alla fine della corsa. Mi auguro che si renda conto di quello che ha fatto e che la giustizia paliesca prenda i necessari provvedimenti. Per il bene della Festa.

Massimo Tinti, 08/2006

SENZA RIMPIANTI...

Walter Pusceddu detto Bighino e Rodolfo Montigiani

Ed anche i due palii del 2006 sono trascorsi lasciandoci a mani vuote; non c’è niente da festeggiare, ma usciamo da piazza consapevoli di aver fatto tutto il possibile per centrare il bersaglio grosso. Ripercorriamo brevemente ciò che è successo.
Il 29 giugno ci tocca Elisir Logudoro, cavallo che a detta di molti possiede un “motore” superiore agli altri. Gli esperti addirittura si sbilanciano: <<Per vincere>> - dicono <<basterà essere nelle prime posizioni dopo il primo S. Martino, poi la velocità di Elisir farà il resto>>. Detto fatto, il 2 sera giriamo secondi al primo San Martino. Davanti c’è soltanto l’AQUILA con Ellery e Lo Zedde. Sembra fatta, ma col passare dei metri Elisir non solo non progredisce, ma finisce per spegnersi lentamente nonostante gli sforzi di Bighino, fino a farsi passare dalla PANTERA che poi va a vincere in un finale vietato ai deboli di cuore. La delusione nostra è enorme perché abbiamo perso, con un cavallo ritenuto fortissimo, un palio dove tutto sembrava girarci a favore. Molti in città mormorano che Elisir montato dal Bruschelli non avrebbe mai e poi mai mancato quel palio.
Preparativi per la cena della Prova GeneraleIl 13 agosto Elisir tocca alla Tartuca, noi invece ci becchiamo Didimo, che nei due palii corsi in precedenza non ha ancora dimostrato nulla. Riconfermiamo giustamente Bighino, mentre nella Tartuca arriva Trecciolino formando così l’accoppiata perfetta, tanto sognata dagli esperti. Quando il 16 il mossiere, aperta la busta, chiama la Tartuca al terzo posto fra i canapi, i giochi sembrano fatti. Dopo quarantacinque minuti d’attesa caratterizzati da una mossa falsa e da una rovinosa caduta del Bruschelli fra i canapi, la Selva entra e si parte. Noi siamo quasi subito fuori corsa mentre Elisir, come a luglio, gira secondo a S. Martino e, proprio come con noi da quel momento, non riesce a guadagnare un metro a Caro Amico e Salasso nella Selva che sono saldamente al comando. All’inizio del terzo giro la Tartuca viene superata da Montone e Bruco, che poi cadranno al terzo Casato, mentre Salasso indisturbato si avvia ad alzare il nerbo per Vallepiatta. Gli “esperti” a questo punto sono serviti. Cochi e Caro Amico, due esordienti che non venivano presi neanche in considerazione dai pronostici della vigilia, hanno vinto le due carriere dell’anno, mentre la prestazione di Elisir ci fa tirare un sospiro di sollievo e spazza via in un sol colpo i dubbi su luglio. La monta di Trecciolino, la non effettuazione della passeggiata storica che potrebbe costare qualcosa alla Tartuca in termini di giustizia paliesca e tutti gli accorgimenti presi per non far innervosire il “potente” soggetto sono serviti forse a far guadagnare ad Elisir, una trentina di metri rispetto a luglio, ma non la vittoria. Forse l’anno prossimo il cavallo migliorerà, ma per quanto fatto vedere fino ad ora non si può certo parlare di un bombolone.
Tirando le somme, per la prima volta dal 1998 Trecciolino non vince, il Mari e Salasso dimostrano che si può vincere anche senza di lui, nonostante resti il miglior fantino di piazza. La scelta della nostra dirigenza di affidarsi ad un giovane con voglia di emergere come Bighino può risultare vincente. Sempre che la sorte prima o poi si ricordi di noi permettendoci di correre con un cavallo veramente competitivo. Di bomboloni da provincia ne abbiamo avuti fin troppi…

Alessio Panti, 08/2006


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