Ritorna: "Da mille serenate..."
di Francesco Burroni

Il CD Da mille serenate.

Ripubblicata in versione digitale la splendida raccolta di canti popolari senesi del “Gessaiolo”. Tutti ocaioli: gli autori, gli interpreti e i produttori.

Viene finalmente ripubblicata in versione digitale la raccolta di canti popolari senesi “Da mille serenate” a cura della Disco Laser di Fabrizio e David Muzzi, in collaborazione con la storica “Osteria del grattacielo” di via dei Pontani. Probabilmente la raccolta più interessante e stilisticamente più fedele ai canoni del canto popolare di tradizione orale nella ormai vasta discografia di canti senesi. Purtroppo troppe sono state in questi anni le reinterpretazioni dei nostri canti che hanno proposto arrangiamenti poco fedeli allo stile e all’emissione vocale del canto popolare, spesso con adattamenti e sconfinamenti inopportuni nella musica colta o con emissioni vocali contenute in stile coro lirico, molto lontane da quella più libera e per certi versi “sguaiata” del canto di tradizione orale. Qui infatti il canto non segue lo schema regolare delle battute e la chitarra “accompagna” letteralmente il canto, nel senso che lo segue nel suo ritmo più libero legato ai respiri e non al metronomo. Gli interpreti sono due senesi, e ocaioli, doc: Enzo Bini, detto il Gessaiolo, titolare per tanti anni dell’omonimo vinaio fuori porta Fontebranda e memoria storica del canto senese, scomparso da qualche anno e Giorgio Tancredi del quale si ricordano memorabili duetti in occasione di vittorie dell’Oca con il fratello Luciano, più volte mangino e Governatore della Contrada di Fontebranda. Il CD ripropone non la tradizione a tre voci (primo, secondo e basso) tipico dello stile del canto fontebrandino, ma la tradizione del canto solista di osteria (per noi “vinaio”).

Alcuni ocaioli che improvvisano una serenata

E’ veramente toccante risentire (chi scrive li conosceva bene) i due interpreti: Enzo Bini, qui già avanti con l’età, che canta con un filo di voce ma con estrema sensibilità e poesia. Forse è solo l’aver vissuto in una città piccola come la nostra che non gli ha permesso di avere quella notorietà che ad esempio, con uno stile molto simile, ha raggiunto a Napoli Roberto Murolo. Giorgio Tancredi, oggi un vivace ottantenne che ci piacerebbe ascoltare ancora dal vivo o magari in nuovo CD, unisce invece la decisione del canto tenorile ad una estrema dolcezza e sensibilità, dimostrando che non è solo la potenza che rende gradevole il canto ma anche l’accurata e sensibile ricerca di colore e di sfumature e soprattutto l’aggiunta di cuore e di emozione.
A parte la canzone che dà il titolo alla raccolta, composta da Mario Mariotti, altra grande figura di musicista e dirigente ocaiolo del quale è prevista in Agosto, all’interno della stessa collana, la riedizione di una sua celebre raccolta, le altre sono tutte perle del repertorio senese di tradizione orale, come i classicissimi “L’usignolo”, “Son tre ore”, “Costanza” o altre meno frequentate come la toccante “Paolino”, apparentemente un canto di lutto per la morte della donna amata ma più verosimilmente una sapiente metafora di una separazione e un’ esortazione ad un nuovo incontro “risorgi o bella, risorgi per amore...”.

Ascolta qui sotto "L'usignolo" 

Un ricordo di Mario Mariotti
di Massimo Biliorsi

Illuminata e lungimirante la volontà di recuperare le canzoni di Mario Mariotti. Un autore e un interprete che si scherniva dietro una delicata semplicità: come non meravigliare proprio il tempo per la poesia e per la musica che escono da questo disco.
La poesia: poche pennellate gli bastano per descrivere un sentimento, un attimo di vita. Come non riprendere il miglior Paolo Conte con “Ti passa vicino una bionda che non finisce più, si muove come un'onda sotto un vestito blu”, o il Luigi Tenco di “Negli angoli si bacia la gioventù”, fino al Gino Paoli di “Si bagna la tua pelle, la femminilità...”.
Un vero cantautore che gioca con versi asciutti e disincantati.
La musica: per superare la retorica cittadina basta e avanza “E' sera”, dove l'ampiezza della melodia fa a meno degli archi solo per un vezzo dell'autore. E poi “La serenata in do” che sembra riprendere la tradizione minimalista francese alla Brel, mentre “Son triste” è una ballata dal sapore mediterraneo, un quadro naif in pentagramma.
Senza inutili orpelli, senza stese di mandolini e mielosi gorgheggi, Mario Mariotti ha lasciato pezzi di vita in forma di canzoni dove finalmente Siena è quella di sempre, bella ma con un velo di malinconia, per il tempo che passa e cambia le cose e le persone. Un immutato pessimismo che si indovina nel sorriso che l'autore ci lascia in copertina, con alle spalle una città brumosa che, sappiamo bene, offre gloria soltanto all'esilio e ai morti la celebrità.

Entrambi i CD, veramente imperdibili per i cultori del genere, sono disponibili presso:
Disco Laser, via Montanini 94, Siena email: discolasersnc@tin.it

06.08.2008


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