Ipocrisia in salsa senese
di Alessio Panti

Due
persone, Degortes/Aceto e Bruschelli/Trecciolino hanno fatto
fortuna in una città in cui l’amore e l’odio verso i fantini
mutano come la direzione del vento. In quella città pronta a
pagare d’inverno per avere vantaggi e poi a criticare quei
vantaggi se tornano indietro solo ad altri.
Il palio dei carabinieri è in
realtà il palio perfetto. La sublimazione del potere – e guarda
caso – chi non riesce a raggiungere questo risultato, finisce
per lamentarsene, in nome del “vero” amore per il palio, ovvero
la solita ipocrisia tutta italiana in salsa senese.
Ma il lamentoso di turno, può
stare tranquillo, il dominio Tittia finirà come finiscono tutte
le “tirannie” di piazza, perché da che mondo è mondo, è sempre
stato così. Ed il suo posto verrà preso da un altro fantino che
magari consegnerà la vittoria a chi si è sempre lamentato e
d’incanto smetterà di farlo amando immensamente tutto ciò, per
lo stesso motivo per il quale oggi lo disprezza.
E’ già successo, con quelle due
persone, eroi per le contrade che ricevevano i loro favori,
rovina del palio per le altre. Non sempre esibendo comportamenti
integerrimi, ma insomma un fantino a Siena deve arrangiarsi.
Eppure Atzeni/Tittia è sempre
stato un professionista, prima di tutto sul campo ed anche
fuori. Ho abbastanza memoria per ricordare che chi oggi critica
le sue vittorie “apparecchiate”, ha forse dimenticato che una
ventina d’anni fa gioiva per le stesse situazioni create
dall’Imperatore (così veniva apostrofato il Bruschelli). Il
quale ha concluso la sua carriera in maniera piuttosto amara,
con una condanna nel 2023.
La differenza può farla solo la
Contrada, facendo la Contrada come un tempo e non inseguendo le
fortune di un fantino. Il contradaiolo invece dovrebbe sempre
tenere a mente che il Palio è un gioco nel quale conta soltanto
vincere o non purgarsi. Se prova a negarsi questa unica verità
per un romantico “amore del palio”, mente a sé stesso sapendo di
mentire.
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