C'era una volta il Palio...

Il secondo anno consecutivo senza Palio. Due anni in meno della nostra vita senza sentir suonare le chiarine, senza sudare sotto il sole aspettando la sorte per inveire, esultare, sognare.

E il futuro? Tutto da scrivere. Magari raggiunta l’unità di gregge, con qualche attenzione in più si potrà riprendere, piano piano, come prima. Io non voglio illudermi che ci sarà uno straordinario in autunno. In tutta sincerità non ne vedo proprio la possibilità di effettuarlo.

Innanzitutto, si dovrebbe arrivare alla fine dell’emergenza sanitaria (31/7) senza ulteriori rinvii e poi bisognerebbe effettivamente capire quale sia la volontà delle contrade in tal senso (considerato il periodo di ristrettezze economiche).

Magari visti questi due anni di vuoto assoluto, si potrebbe confidare in una clemenza, in un abbuono dei provvedimenti disciplinari che ancora gravano su parecchie contrade. Una sorta di amnistia, dopo tanto digiuno forzato dalla nostra Festa. Ma questo dipenderà dall’Amministrazione Comunale e dal Magistrato delle Contrade. Io posso sperarlo soltanto.

Non voglio che si racconti ai nostri nipoti, c’era una volta il palio, ma che c’era il palio di una volta e quello di adesso. Perché l’estate non è estate senza la Festa. E neppure le altre stagioni lo sono. La preparazione, le strategie, le feste titolari, l’attesa, l’evento, il lungo “dopo”.

Non sono più tornato in città dal 2019, non ne ho avuto il coraggio, sarebbe troppo straziante. Preferisco pensare, in un angolo del mio cuore, che dipenda da me e non da Siena, che lì in qualche modo la vita vada avanti come prima e che mi sia dimenticato chi ha vinto le carriere 2020 e 2021.

Non posso certo tornarci d’estate e non vedere i resti del tufo sulla conchiglia, o le foto nelle vetrine dei fotografi ritraenti le varie fasi dell’ultimo palio corso.

E così anche oggi, 2 luglio o domani 16 agosto 2021, tocca dire, c’era una volta il Palio.

Massimo Tinti 2/7/21

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